Avevo iniziato a scrivere questo post alla stazione ferroviaria di Irun, sul confine franco-spagnolo. Quella che abbiamo passato è stata davvero un’avventura.
Interrail: From Paris to Lisbon, and all that happened in between | Two blades of grass | Thais FK

Dato che in questo articolo parlerò di città non così conosciute, ho fatto questa mappa per aiutarvi a seguire meglio il racconto, spero vi aiuti!

Il piano originale prevedeva la partenza dalla Gare de Montparnasse a Parigi e l’arrivo a Irun, dove avremmo dovuto cambiare e proseguire per Lisbona su un treno notturno. Come ho detto, questo era il piano originale. Il giorno prima della partenza avevamo ricevuto un’e-mail dalle ferrovie francesi dove ci informavano che il nostro treno avrebbe potuto avere 20 minuti di ritardo. Se il treno fosse stato in orario, avremmo avuto mezz’ora di tempo per cambiare treno a Irun, invece adesso avremmo avuto solo 10 minuti. Non ancora soddisfatta, sono andata all’ufficio informazioni della stazione e mi hanno assicurato che non ci sarebbero stati problemi perché, in caso di ritardo, avrebbero contattato il treno Irun-Lisbona e gli avrebbero detto di aspettarci. Con i cuori leggeri, siamo partiti verso Irun.

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Tutto è andato bene fino a quando il treno non si è fatto così pieno che diversa gente si è trovata costretta a stare in piedi nei corridoi, lasciandoci un attimino perplessi dato che, per comprare un biglietto TGV, è necessario prenotare un posto a sedere. Ad un certo punto una donna annuncia dagli altoparlanti che il treno avrebbe subito un ritardo di 20 minuti. Ok, sapevamo che questo sarebbe potuto succedere, non c’era bisogno di allarmarsi.

Una parentesi sulla donna degli altoparlanti. So un po’ di francese perché l’ho studiato 3 anni alle medie e sono stata diverse volte in vacanza in Francia. È un po’ arrugginito perché ultimamente non l’ho più parlato tanto, ma posso capire le idee principali in caso di emergenza. Una lingua che so, invece è l’inglese. Mi credete che quando la donna degli altoparlanti faceva gli annunci in inglese, manco mi ero accorta che aveva cambiato lingua? L’unica, quindi, era concentrarsi sugli annunci francesi e cercare di ricavarne più informazioni possibile. Una volta arrivati a Bordeaux, la donna degli altoparlanti annuncia che eravamo un’ora in ritardo. Male. Gli annunci rassicuranti dove si diceva che il treno ci avrebbe aspettato si erano dileguati, come le mie speranze di mantenere la calma, e avevo il bisogno impellente di andare a chiedere informazioni su cosa stesse succedendo. Mi avevano detto che non sapevano se il treno Irun-Lisbona ci avrebbe aspettato. Aspetta, cosa? E, rullo di tamburi, il treno non ci avrebbe aspettato dato che, a quel punto, eravamo già un’ora e mezza in ritardo. Iperventilazione a manetta. Ok, Thais, calmati. La donna dell’altoparlante parla di nuovo e ci dice che chiunque fosse diretto per Lisbona avrebbe dovuto scendere dal treno alla prossima fermata, che è Bayonne, che è nel bel mezzo del nulla; logico, no? Aspetta, cosa?? A quel punto la mia mente mi aveva abbandonato definitivamente. Siamo scesi alla stazione di Bayonne e come premio di consolazione abbiamo realizzato che almeno non eravamo da soli in quella situazione, ma che minimo un’altra ventina di povere anime avevano gli stessi sguardi persi.

Ci hanno indirizzato ad un ufficio, dove abbiamo formato una cosa e abbiamo pazientemente ansiosamente aspettato di sentire come saremmo usciti da quella tutt’altro che lieta situazione. Una signora gentile e, in un certo senso, simpatica ci ha spiegato che non ci sarebbero stati altri treni diretti a Lisbona se non il giorno successivo (c’è solo un treno al giorno da Irun a Lisbona) e che avremmo dovuto passare la notte il un hotel lì, ovviamente a loro spese. Vi assicuro che è stata una sensazione stranissima trovarsi in un posto che non sapevamo esattamente dove fosse, marciando con un gruppo di sconosciuti verso un hotel dove non avremmo avuto nient’altro da fare che aspettare.

Il personale sia alla stazione di Bayonne sia all’hotel era così ben organizzato che ci hanno dato l’impressione che questa non fosse stata la prima volta che questo tipo di disguido accadeva. Penso che ci abbiano fatto scendere a Bayonne, una delle ultime cittadine francesi prima del confine, perché sarebbe stato più problematico, per le ferrovie francesi, organizzare un’accomodazione per tutti noi in Spagna.

La mattina seguente, a mezzogiorno e mezza, avremmo dovuto prendere un treno per Irun e aspettare lì fino alla sera quando il treno notturno per Lisbona sarebbe arrivato. Invece riceviamo una telefonata nella nostra camera d’albergo con nuove direttive: un taxi ci avrebbe aspettato fuori dall’hotel. Una volta dentro la vettura, ci abbiamo messo poco a capire che non eravamo diretti verso la stazione di Bayonne, ma stavamo andando direttamente a Irun, perché le ferrovie spagnole ci volevano lì prima di mezzogiorno per farci nuovi biglietti.

Una volta arrivati, una signora in grado di parlare solo spagnolo ci informa, a noi e gli altri quattro che stavano viaggiando con Interrail (tra l’altro, avreste dovuto vedere la sua faccia quando le ho detto che eravamo in sei in questa situazione: chiude gli occhi, mi allunga il palmo della sua mano bello teso e scuote la testa come per dire “Non dirmi niente di più, per favore”), che il treno della sera era pieno e che avremmo dovuto prendere un treno da lì a Medina del Campo (altro posto nel mezzo del nulla), aspettare fino a mezzanotte e da lì prendere il treno per Lisbona. Probabilmente a Medina alcuni posti si saranno liberati.

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Che dire, non era di certo come avevo pianificato questo viaggio. Ovviamente all’inizio non è stato per niente gradevole, ma guardando indietro è stata sicuramente un’esperienza che ha aggiunto un po’ di vita al nostro viaggio perfettamente programmato.

Una volta saliti sul treno per Lisbona, ci sono stati dei problemi con i posti a sedere: la signora a Irun aveva semplicemente sbarrato sul vecchio biglietto i nostri vecchi posti a sedere e scritto quelli nuovi a penna (e tra l’altro, erano pure sbagliati perché qualcun altro aveva gli stessi posti prenotati) e il controllore non volle credere alla nostra versione per un tempo che a noi sembrava infinito. Dopo tutte queste avventure, arriviamo a Lisbona la mattina seguente e prendiamo il treno che ci porta fino a Funcheira, dove papà e nonna sono venuti a prenderci. Esausti ma felici, ci dirigiamo alla destinazione dove avremmo speso le prossime tre settimane: Vila Nova de Milfontes.

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Thais FK

Italian photographer, recipe developer and content creator, Thais came to Finland by chance, but stayed for love. Through photography she tells stories about traveling, eating, cooking and living sustainably, in order to discover new cultures and not to forget her origins. Thais FK's portfolio: thaisfk.com

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